Verso Samhain: ritrovare le radici

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Da tempi antichi si chiama Samhain. Oppure Ognissanti, o Halloween.

La sostanza non cambia: la Natura chiama gli antenati di ognuno di noi a parlarci, “sollevando il velo” che ci separa. Perchè in Natura nulla si crea e nulla si distrugge: la nostra essenza fisica torna alla terra ma continuiaimo a sopravvivere in forma di energia.

E’ un po’ azzardato questa concezione per una società materialista che crede solo all’oggi? In realtà è ciò che è sempre stato vissuto nei secoli e che buona parte della società ha condannato come diabolico. Il culto degli antenati e il riconoscimento di un ruolo attivo nella vita di chi è ancora in questo mondo esistono da sempre.

I cristiani vanno a trovare i cari nei cimiteri dove riposano. Altri preferiscono creare angoli all’interno della propria abitazione, attribuendo uno spazio fisico più intimo alla relazione con gli avi.

Comprensibile o meno, accettabile razionalmente o no, il culto di Samhain è esistito ed esisterà. Perchè è legato alla Natura, ai suoi cicli di fine e di rinascita. C’est la vie.

Per approfondire leggi: Provi anche tu nostalgia della natura?

Samhain: onore a chi è stato, prima di noi, insieme a noi

La divisione dell’anno nella metà della Luce e metà dell’Oscurità.

La fine del vecchio anno e l’inizio del nuovo.

Il termine della stagione del raccolto.

Una delle quattro feste gaeliche precristiane.

La notte in cui gli spiriti, o aos sí, venivano accolti e soddisfatti, e le persone offrivano loro cibo e bevande per assicurarsi un inverno buono e sicuro.

Samhain è tutto questo e molto di più.

Scritto anche Sauin, antica festa pagana di origine gaelica, che si celebra tra tra il 31 ottobre e il 1º novembre, spesso conosciuta anche come Capodanno celtico

Come si celebra Samhain?

E’ molto importante il passaggio che si compie in Samhain: se viviamo in armonia con l’energia delle stagioni e con il movimento ciclico della Natura questo per noi è il tempo di ritirarci in noi.

Per riuscire a capire i vivi bisogna saper frequentare i morti.

Qualcuno accende una candela dentro una zucca intagliata con una faccia mostruosa. E’ una funzione apotropaica di allontanamento delle energie cattive mentre ci si avvicina al mondo sconosciuto del lavoro oscuro interiore. Sono riti catartici che esorcizzano la paura del buio e della morte.

C’è anche chi onora i defunti. Accendere ceri ed incensi, visitare i luoghi di sepoltura, portare dei fiori, guardarne le foto e parlare delle persone defunte è un buon modo per ricordarle.

E’ anche uso propiziare la fortuna. Mettere una moneta sotto lo zerbino davanti alla porta dicendo “Denaro sul pavimento, denaro sotto la porta. Sbucciare una mela cercando di non tagliare la buccia, più la buccia è lunga e più lunga sarà la vita di chi l’ha sbucciata.

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